Questa è la domanda che mi è stata posta questa settimana da un mio cliente e, devo ammettere con una certa soddisfazione, avevo la risposta giusta.
La risposta è: con il Welfare Aziendale
Parliamo di Welfare Aziendale inteso come atto unilaterale da parte del datore di lavoro attuato attraverso un piano strutturato, con relativo Regolamento di Welfare Aziendale, non legato in alcun modo ad obiettivi aziendali e destinato a tutti dipendenti suddivisi per categorie omogenee
La novità prevista dalla legge di bilancio 2024 è l’innalzamento del limite ordinario per usufruire delle agevolazioni fiscali previste dall’art.51 del TUIR (questi importi non concorrono a formare il reddito).
In via provvisoria per il 2024 il limite di 258,23€ è stato portato a:
2.000€ per chi ha figli a carico
1.000€ per chi non ha figli a carico
Entro questi importi si può utilizzare l’importo messo a disposizione dal datore di lavoro tramite il Piano di Welfare Aziendale per chiedere il rimborso delle spese relative ad affitto prima casa e bollette di luce, acqua e gas degli immobili posseduti o detenuti dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari, a prescindere che abbiano o meno la residenza o il domicilio nell’immobile.
Di seguito un elenco della documentazione richiesta a titolo di esempio:
- Per le utenze
Fattura (se l’intestatario è diverso dal lavoratore, il rapporto con quest’ultimo)
Quietanze di pagamento
- Per i canoni di locazione
Contratto di locazione
Certificato di residenza
Quietanze di pagamento
- dichiarazione per figli a carico
Se il datore di lavoro utilizza una piattaforma di Welfare Aziendale per offrire beni e servizi, sarà la piattaforma stessa a richiedere la documentazione necessaria per poter erogare il rimborso direttamente al lavoratore ed a controllare la relativa documentazione.
Classico esempio win-win-win: soddisfatto il cliente, i suoi dipendenti e anche io.



