Una domanda ricorrente quando si tratta di Welfare Aziendale è: gli amministratori con compenso hanno diritto al welfare aziendale?
La risposta è: dipende.
Se stiamo parlando Welfare Aziendale puro ne hanno diritto perché sono titolari di redditi di lavoro assimilato in base all’art. 50 comma 5 bis del TUIR e possono rientrare nelle categorie omogenee (Interpello 13.12.2019 n.522)
Se invece parliamo Welfare Aziendale derivante dalla conversione dei Premi di Risultato non ne hanno diritto proprio perché sono titolari di redditi di lavoro assimilato.
Nonostante non ci siano pronunce ufficiali dall’Agenzia delle Entrate, sia la L. 208/2015 che il decreto ministeriale del 25 marzo 2016 fanno SEMPRE riferimento a reddito di lavoro dipendente, non a redditi di lavoro assimilato.
In effetti l’amministratore è fautore delle strategie aziendali necessarie all’ottenimento dei Risultati o degli Obbiettivi che generano i premi convertibili in Welfare e che permettono l’applicazione dell’imposta sostitutiva attualmente del 5%.
Ulteriore precisazione nel caso dell’Amministratore Unico con compenso che NON ha diritto a nessun tipo di Welfare Aziendale, sia in caso di Welfare Aziendale puro sia in caso di Welfare Aziendale derivante dalla conversione dei Premi di Risultato
A fronte di queste informazioni è evidente come un buon piano di Welfare Aziendale possa essere considerato un importante strumento di pianificazione fiscale, ma deve essere ben strutturato in modo da evitare sorprese soprattutto nel caso di Amministratori con compenso.
#welfareaziendaleamministratori



