Il welfare aziendale si divide in 3 principali tipologie: welfare di contratto, welfare di produttività e welfare puro
WELFARE DI CONTRATTO
In questo caso si intendono le prestazioni di welfare che l’azienda eroga ai dipendenti, rese obbligatorie dal contratto nazionale di settore. Le Aziende che aderiscono a quel determinato CCNL sono obbligate ad erogare beni o servizi di welfare
Si tratta di una quota obbligatoria prevista ed individuata da ciascun CCNL
A titolo esemplificativo alcuni contratti che hanno previsto il Welfare di contratto: Metalmeccanici, Orafi, Gioiellieri e Argentieri, Telecomunicazioni, Ristorazione Collettiva, Pubblici Esercizi, Case di Cura, Turismo, Servizi Assistenziali e Sociosanitari, Imprese di assicurazione, Terziario Avanzato, Bancari, Agenzie Marittime, pelletteria e Ombrelli, ecc.
WELFARE DA PREMIO DI RISULTATO:
Riguarda la conversione di parte del Premio Di Risultato (PDR) o Premio Per Obiettivi (PPO) in welfare aziendale su richiesta dei singoli dipendenti
Deve essere previsto da specifici accordi bilaterali sindacali o da contratti di II livello aziendali o territoriali depositati in via telematica.
E’ una modalità premiale legata al raggiungimento di obiettivi specifici, misurabili e misurati (aumento del fatturato, aumento del numero di clienti, acquisizione di un nuovo mercato, miglioramento della qualità produttiva o dell’efficienza, ecc.)
Si tratta di una quota di conversione del premio di risultato
WELFARE PURO
In questo caso è una erogazione di beni e servizi (non denaro), non obbligatoria, prevista per categorie omogenee di lavoratori, definita attraverso un regolamento aziendale unilaterale che non richiede accordi bilaterali.
Si tratta di una quota definita unilateralmente dal datore di lavoro, non commensurabile in alcun modo a risultati od obiettivi aziendali e destinata a tutti i dipendenti.



