Nei giorni scorsi un Presidente mi ha posto una domanda : “Abbiamo solo collaboratori sportivi con compensi inferiori a 5.000 euro. È vero che non dobbiamo fare la Certificazione Unica?”
La risposta è netta: no.
Le ASD/SSD sono tenute a elaborare e trasmettere la Certificazione Unica 2026 anche per compensi inferiori a 5.000 euro. E questo è uno dei punti su cui, ancora oggi, si registra maggiore confusione. Vediamo come impostare correttamente un compenso al presidente di una ASD, in modo da ridurre in modo significativo il rischio di contestazioni.
1️⃣ Obbligo di CU anche sotto soglia
La soglia di 5.000 euro riguarda il profilo contributivo.
Non elimina l’obbligo dichiarativo.
Ai sensi della disciplina vigente, la CU deve essere:
- consegnata al collaboratore entro il 16 marzo 2026
- trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate nei termini previsti
L’importo non è rilevante ai fini dell’obbligo.
È rilevante solo per il regime fiscale e previdenziale applicabile.
2️⃣ Le novità introdotte dalla Riforma dello Sport
Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 28 febbraio 2021 n. 36, la CU per i co.co.co. sportivi presenta specificità rilevanti.
La certificazione deve includere:
- Sezione “Reddito lavoro sportivo” (dati fiscali)
- Sezione “INPS gestione separata parasubordinati sportivi dilettantistici”
Inoltre, per i collaboratori sportivi e amministrativo-gestionali sono richiesti ulteriori elementi:
- Iscrizione ad altra forma previdenziale obbligatoria
- Status di pensionato
- Eventuale autorizzazione in caso di pubblico impiego
- Classificazione della figura (allenatore, istruttore, direttore tecnico, ecc.)
La CU nel settore sportivo non è più una compilazione standard: è un adempimento che richiede coerenza tra:
- Posizione previdenziale del collaboratore.
- Comunicazioni RASD
- Flussi UNIEMENS
- Monitoraggio soglie compensi
3️⃣ Profili sanzionatori
La mancata trasmissione comporta:
- 100 euro per ogni CU omessa, tardiva o errata
- limite massimo 50.000 euro per anno
Riduzione possibile:
- nessuna sanzione se corretta entro 5 giorni
- riduzione a un terzo se regolarizzata entro 60 giorni (max 20.000 euro)
In realtà, il vero rischio non è solo la sanzione formale. È il disallineamento documentale in caso di verifica.
4️⃣ Un cenno ai volontari
È opportuno ricordare che per i volontari sportivi che percepiscono esclusivamente rimborsi spese forfettari nei limiti previsti dalla normativa, non sussiste obbligo di Certificazione Unica, trattandosi di somme non qualificabili come reddito.
Il punto, tuttavia, è la corretta qualificazione del rapporto.
Se il volontario viene di fatto inserito in un’organizzazione stabile con compensi che superano la natura del rimborso, il rischio di riqualificazione è concreto.
5️⃣ Il valore dell’approccio sistemico
Nel lavoro con le ASD, ciò che spesso manca non è la buona fede.
È il coordinamento tra:
- RASD
- Gestione previdenziale
- CU
- Monitoraggio soglie
- Documentazione contrattuale
La CU è solo l’ultimo passaggio visibile di un sistema.
Se a monte la gestione non è strutturata correttamente, la certificazione diventa il punto in cui emergono le incoerenze.
Il mio approccio professionale parte da qui:
non limitarsi alla compilazione dell’adempimento, ma costruire un sistema coerente e difendibile nella gestione dei collaboratori sportivi.
Perché nel settore sportivo, oggi, la vera differenza la fa la governance amministrativa.



